Stesura definitiva disciplinare e statuto per Associazioni Fondiarie

cibo per impollinatori

Per rendere più efficace il Progetto e grazie ad un confronto con l’ente regionale piemontese pere le Associazioni Fondiarie, si è giunti ad una stesura definitiva di uno Statuto e disciplinare che permette alle Associazioni Fondiarie di esercitare le loro funzioni con una migliore risposta rispetto agli obiettivi di rigenerazione e riqualificazione paesaggistica ottenuti seguendo il modello che abbiamo sviluppato.

Questo strumento, innovativo rispetto a quello standard, è di supporto alle Associazioni Fondiarie stesse e può agire come base per la costituzione di nuove Associazioni Fondiarie.


All’interno di questo disciplinare, la parte per così dire aggiuntiva, c’è il cuore del modello di gestione e monitoraggio e supervisione di Progetto Fioraia.

Consapevolezza

cibo per impollinatoriQuando un progetto prende vita, si completano processi umani che sedimentano da mesi, forse anni. Come può cambiare un paesaggio? E perchè deve farlo?

In questi secoli e forse millenni l’uomo lo ha cambiato per rispondere alle proprie esigenze sociali e produttive ma il paesaggio non è l’ambiente: sono due entità distinte. Il paesaggio è anche grazia, se pensiamo ai terrazzamenti liguri quasi vicino ai centri abitati, ai piccoli borghi, alla meraviglia che rappresenta anche un bene comune da proteggere, un patri-monio dell’UNESCO. Tuttavia il paesaggio evidenzia delle scelte, prima ancora di diventare un simbolo da proteggere, che riguarda-no una manipolazione dell’uomo sull’ambiente.

Bisogna salvare gli impollinatori attraverso modelli di rigenerazione ambientale. Vorremmo non dover mai ricordare questi decenni di monocolture e disastri ambientali ma vedere invece api sane e sazie, senza doverle più nutrire anche a maggio o ancora non dover più considerare come ‘bene comune e prezioso’, più del nostro stesso bene e della vita, qualcosa di così piccolo e apparentemente inutile come un’ape solo perché non esistono le condizioni ‘normali’ per la sua sopravvivenza.

 

Sognare Fioraia

E’ il 2019 quando Ariele Muzzarelli, giovane apicoltrice, intuisce la necessità di un cambio di paradigma nell’agricoltura locale.

Le api e gli insetti impollinatori sono in difficoltà. Ogni anno gli apicoltori devono nutrire artificialmente le api per supplire alle gravi mancanze di risorse che l’ambiente non è più in grado di dare.

Bisogna fare sempre più nomadismo, per portare le api in luoghi più appetibili ma il bilancio finale è negativo. Le api, senza un aiuto dell’uomo, non ce la fanno più. E’ da queste considerazioni generali, che affliggono tutta l’apicoltura italiana, che nasce il sogno di vedere un paesaggio migliore. Fioraia nasce qui.